Fumo l'ultima e poi andiamo...


05/03/2004

Ho la testa capovolta, l'esistenza capovolta. Non basta Alec Empire con i suoi martelli per grattare via dalle pareti del mio cranio ogni segno di corruzione, di stanchezza.

Lascerò che come parassita il nuovo corso delle cose cresca dentro di me, poi lo ucciderò quando meno se lo aspetta, con un colpo secco, deciso alla base del collo.

Comunque sto abbastanza bene.

E' questo quello che conta, no?


accesa da Solomon | 13:03 | commenti (9)


12/12/2003

Ammorbidisco questa notte invernale rotolando sui vellutati declivi della musica degl Air, mi appoggio leggero sulle volte melodiose di un piano suonato come fosse d'acqua sorgiva.

Gioco ai ricordi con me stesso, impreciso e sfuocato come sempre il mio cervello mi impedisce di andare oltre alle impressioni, distorcendo le immagini in odori e colori che, facendosi spirale, rendono impossibile qualunque tentativo di razionalizzazione. Poco male. Mi basta così.


accesa da Solomon | 00:48 | commenti (9)


02/12/2003

In compagnia di Joe Strummer mi sono spalmato su questo ennesimo pomeriggio, quattro muri a farmi da orizzonte e 6 cigarre all'attivo.

Ho letto di gente che ci va sotto a giocare con la noia e la solitudine; ho sentito di persone che si sentono in gabbia dentro se stessi, incapaci ormai di comunicare e interagire; mi han parlato di depressione e malessere dell'anima, di mancanza di volontà e incapacità a reagire.

Tutte cose che sento così lontane da me, così lontane, così lontane...


accesa da Solomon | 18:50 | commenti (8)


28/11/2003

Novembre, silenzioso, è passato.

E' strisciato via, nascondendosi nella nebbia e dietro la pioggia. Ho provato a smarrirmi con lui, ma ho sempre tenuto a mente la posizione esatta di tutte le uscite di sicurezza, rovinandomi così il gioco. Peccato. Sarà per il prossimo anno.

Mi fumerò via anche Dicembre.


accesa da Solomon | 14:54 | commenti (3)


21/11/2003

Nonostante tutto (e ce ne sarebbe da far impallidire il più bastardo degli ottimisti) anche oggi il buon umore è piombato ad attorcigliarmi la giornata.

Proverò con Coltrane, la luce gialla che soffia dal mio comodino, un buon libro e un paio di Marlboro a far sparire quel sorriso stronzetto che mi è sbocciato mio malgrado da un paio d'ore sulle labbra.

Inutile. Credo.


accesa da Solomon | 18:48 | commenti (5)

Al mio funerale voglio che sulla mia tomba volteggi "One Step Beyond" dei Madness.

E maledizioni a chi non muove quei cazzo di piedi farò piovere da dentro la bara.

E' una cosa serissima.


accesa da Solomon | 17:04 | commenti (4)


18/11/2003

Tornando a casa.

La strada buia e la nebbia che si appiccica sulla macchina, si spalma sulla strada e sugli alberi. Qualche fantasma occhialuto di giallo si incrocia in direzione opposta, abbastanza lentamente da farmi afferrare lo sguardo bigio dei loro sfortunati conducenti. La vista che si perde in quel mare omogeneo di nulla.

La radio tossicchia controvoglia qualcosa, quando d'un tratto schiarisce la voce e mi spara in rapida sequenza Jazz Mediterranée e No One To Depend On. Ed ecco aprirsi voluttuosi i sentieri di un mondo lontano, e per quei minuti, un Dio ha preso il mio posto al volante.

Poi solito cantuccio, C.S.I. e cigarra della buona ninna.

"Ciò che deve accadere, accade" G.Lindo F.


accesa da Solomon | 01:30 | commenti (6)


17/11/2003

Irlanda, la luce che filtra da un cielo ubriaco di nuvole, e poche case in pietra, sole come i miei pensieri.

In Irlanda non sono mai stato, ci volerei in un attimo.

E invece rimango qui, ma cerco almeno di portarmene un pò addosso, di tenermene un pò in testa.

Gocciola freddo anche questo pomeriggio, nonostante fuori il sole sembra prendermi in giro appoggiandosi qua e là per invogliarmi ad uscire con lui. Non ci casco, non mi va.

Lascio che le note morbide dei Turin Brakes mi facciano da sfondo, mi diano un "pattern" su cui muovermi e su cui cucire i minuti di questo mio lunedi.

Sciarpa al collo e tazza di the caldo tra le mani provo a dondolarmi sulla sedia della settimana a cui sto andando incontro, fisso punti fermi, buttandoli a caso tra i giorni di martedi e venerdi, tanto è lo stesso. Oggi ormai è andato.

Ma sono solo le 14.51. Ma sono in piedi da nemmeno tre ore. Ma ho appena finito di pranzare a suon di toast e coca-cola.

Eppure tra due ore è buio, tra cinque cenerò e tra sette sarò incollato a qualche bancone a bere qualche birra in compagnia di qualche amico. Non ho abbastanza tempo per fare nulla!

Non è vero. Il tempo ci sarebbe. E' solo che ormai le ore si masticano l'un l'altra senza che io possa buttarmici dentro e viverle sul serio.

Scrivo. Suono. Leggo. Fumo. Ascolto. Mi muovo di stanza in stanza.

Dovrei fare un film delle mie giornate e poi guardarlo a velocità tripla. Credo sarebbe buffo, quantomeno interessante.

E' ora di andare.



accesa da Solomon | 15:04 | commenti (3)


14/11/2003

Con gli occhi rotti dal sonno cerco di godermi questa mattina autunnale; l'aria è bianca e fredda e i Sigur Ros la riempiono di suoni artici, candidi, al sapore di neve.

Oggi è venerdi, mi pare. Bene.

Sono troppo accartocciato anche per il mio proposito di svegliarmi incazzato.

Svegliarmi. Che grossa parola. Diciamo mettere lentamente in moto quello che mi è rimasto nella testa.

E' un continuo ripetermi le stesse cose...devo assolutamente mettere ordine nelle mie giornate, necessito in modo preoccupante di un pò di rigidità, soprattutto relativamente agli orari. Non va bene fare le 4 tutte le mattine, non va bene svegliarsi a mezzogiorno (oggi è una gradevole eccezione...sono solo le undici e mezzo e devo tutto ad una telefonata) non va bene pranzare con un cappuccino, non va bene che non appena comincio a fare qualcosa è già buio, è già sera e la testa si riempie di pensieri superflui. Non va bene.

Però è tutto così morbido...


accesa da Solomon | 11:35 | commenti (4)


13/11/2003

Oggi mi sento salato, in forma e con la tendenza, mal dissimulata, a sorridere troppo spesso.Sarà colpa degli Uriah Heep, che sono risbucati fuori dal cilindro dei miei cd così per caso e, incredibilmente, hanno il potere di mettermi di buon umore.

Detesto essere di buon umore. Mi da troppe poche scuse da portare a me stesso.

Quando sono incazzato c'è sempre un buon motivo per mandare affanculo qualcuno o qualcosa. E non mi sento nemmeno in colpa, dopo. Pochi problemi, poche menate...easy life.

E invece no. Quando sono così fottutamente felice (e poi, in buona sostanza, felice di che? felice per cosa? che cazzo ho da essere così felice? Che stronzo che sono!) niente da fare; l'istinto al vaffanculo c'è, è li pronto come l'attaccante fresco all'ottantesimo che entra e ti risolve la partita, ma io, allenatore perdente, lo tengo li, in panca, tra i miei neuroni.

Perchè?

Perchè poi non ho scusanti, niente di niente, nessun buon motivo per pulirmi la coscienza, per spazzare via ogni domanda.

Giuro che domani mi sveglio incazzato.

 


accesa da Solomon | 17:40 | commenti (2)

Amsterdam, una pallina da giocoliere rossa e tre x bianche.

Un uomo (lo è?) che piscia in un vicolo, o forse che dice di non farlo, non ricordo. Troppe bici. Acqua e sole.

Una chiesa, quella l'ho bene in testa, le sue volte, le sue panche nere. Puttane.

Uno specchio a forma di vagina.

Il tunnel. Le luci. Veloci schizzano accanto al finestrino.

Una barca e il verde sulle sponde, la placida tranquillità dello sciabordio sui remi, una cigarra fumata nella solitudine di un laghetto.


accesa da Solomon | 17:25 | commenti


12/11/2003

Leggo dappertutto che stare al mondo è assai difficile, complesso, pieno di imprevisti e delusioni.

Vero. Verissimo.

Poi, tra me e me, sottovoce mi chiedo: da morti sarà semplice fumarsi una Reynolds?


accesa da Solomon | 13:02 | commenti

Forse è perchè in un modo o nell'altro era destino che accadesse.

Più probabilmente perchè non ho sonno.

Arrivo addirittura a pensare che in fondo è perchè lo voglio davvero.

Comunque sia, ormai mi sto facendo cullare dalla noia da un pomeriggio all'altro, nel vuoto della mia testa, dove i brani sempre sudati dei Fratelli Chimici non bastano nemmeno più a distrarmi.

All'improvviso la sensazione definita in un lampo della necessità di comunicare, di espandere, di pigiare i tasti, uno dopo l'altro in sequenze che non obbligo ad avere un senso. Non mi piacciono le imposizioni.

E nemmeno le precisazioni. Quindi non ne darò.

Ho passato in rassegna tutti i miei pensieri, li ho pettinati uno ad uno. Ho contato i neuroni, qualcuno si è perso. Peggio per lui.

Credo di essere pronto.


accesa da Solomon | 02:18 | commenti (3)